dal 23 maggio al 6 giugno 2026
10.00 – 13.00 e 16 .00 – 19.00
piazza enrico de Nicola 46, napoli
puntozerovaleriapicella
dal 23 maggio al 6 giugno 2026
10.00 - 13.00 e 16.00 - 19.00
PIAZZA ENRICO DE NICOLA 46, NAPOLI
PUNTOZEROVALERIAAPICELLA
dal 23 maggio al 6 giugno 2026 10.00 - 13.00 e 16.00 - 19.00
IL VIAGGIO DI VALERIA
Creato nel 2011 dopo un viaggio in Giappone, il mandala cristalizza in un’unica visione le sensazioni e le memorie d’un percorso nell’arcipelago.
Si tratta di restituire in un unico gesto, un unico sguardo, un’esperienza di presenza e rendere eterno l’istante. Il mandala è una visione del tutto.
Nasce cosi un montaggio d’una serie di fotogrammi che si susseguono e si posizionano per cromie verso un centro in cui lo sguardo perde l’idea stessa del se, della società, e va oltre l’ombra del ricordo.
IL VIAGGIO DI VALERIA
Creato nel 2011 dopo un viaggio in Giappone, il mandala cristalizza in un’unica visione le sensazioni e le memorie d’un percorso nell’arcipelago.
Si tratta di restituire in un unico gesto, un unico sguardo, un’esperienza di presenza e rendere eterno l’istante. Il mandala è una visione del tutto.
Nasce cosi un montaggio d’una serie di fotogrammi che si susseguono e si posizionano per cromie verso un centro in cui lo sguardo perde l’idea stessa del se, della società, e va oltre l’ombra del ricordo.
“Da ormai diversi anni, i miei lavori indagano la presenza nello spazio e nel tempo. L’opera si fa relazione, esperienza, decisione. La Cellula è una scultura temporale che ho voluto creare per esprimere l’urgenza che sento di risvegliare in ognuno l’importanza della meditazione e snellire il concetto stesso di meditazione. Pochi respiri che ci consentono di riposizionarsi nell’istante, con ferma decisione di essere visione, valore.
La Cellula ci accoglie senza chiederci nulla, è un luogo aperto ma chiuso, una parentesi tra due momenti , quel respiro consapevole che ci restituisce il timone. È il primo luogo del viaggio interiore, è propio da li che partono tutti i viaggi, le poetiche escursioni dell’anima.”







